Passato questo week end tra pulizie e cucina, avrei voluto provare 2 ricette di prodotti tipici pugliesi… nonostante la buona volontà, son riuscita a farne solo una in quanto non avendo mai provato a farli ho impiegato un tempo infinitamente lungo per realizzarli, ma alla fine il risultato è stato davvero sorprendente!

taralli pugliesi crudi

gli ingredienti sono:

1kg di farina “0”

30 gr di sale fino

300 ml di vino bianco

250 ml di olio extravergine d’oliva (o piu fascinosamente E.V.O.)

e taaanto olio di gomito!

N.b.: potete aromatizzare come meglio credete, io ho aggiunto un cucchiaio di rosmarino

Cominciamo col fare una fontana con la farina, mettere al centro l’olio, il sale e il vino e iniziamo ad impastare…e impastare…e ancora, per circa mezz’ora finchè l’impasto non sarà liscio ed elastico.

Finito questo e v’assicuro che mi facevano male le braccia, lasciamo la palla sul tavolo da lavoro e copriamolo con un canovaccio umido per mezz’ora.

Passato questo tempo, iniziamo a formare i taralli, facendo dei bastoncini lunghi circa 10 cm e spessi 1 cm, ma poi vi regolerete voi di conseguenza, dandogli la classica forma di tarallo; per chiuderlo premete sulle due parti sovrapposte che si uniscono, sigillandole.

Fatto questo, io con un kg di farina ho ottenuto circa 80 taralli, prendete una pentola, riempitela d’acqua, salatela e portatela ad ebollizione.

Immergete 10 taralli per volta e non appena salgono a galla scolateli e metteteli ad asciugare su di un panno.

Accendete il forno in modalità ventilata a 180°, sistemate su una teglia un foglio di carta forno e sopra i taralli distanziati fra loro, appena il forno è caldo mettete la teglia a meta’ altezza per circa mezz’ora o finché i taralli non saranno diventati dorati.

Se avete il forno statico, sempre 180° ma per 40 minuti.

taralli pugliesi cotti

Questo è il risultato finale e il sapore, almeno per quel che mi riguarda e per mio marito, non è poi così lontano dal vero tarallo pugliese!

…ogni volta che cucino qualcosa, la fatica e il tempo spesi per farlo vengono ripagati dal profumo e dai sorrisi di chi li mangia… è davvero bello poter cucinare solo per il gusto di farlo, solo per il piacere di regalare un momento di godimento del palato. A me piace pensare che il prolungamento dell’amore è il cibo, mi provoca la stessa sensazione di benessere e felicità.

P.s.: questi taralli li ho dedicati al mio amico Claudio Balzano, pugliese per metà, che come me ama spadellare (ma lui è molto più bravo!).

Infine, due segnalazioni, il gastrosocial network Magnabook, ricco di suggerimenti e utili info sulla gastronomia italiana e non, e Ricerca di Ricette utile motore di ricerca che racchiude le ricette dei blog più popolari del momento.

Antonella Ganci Lillini

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